Formula 1 GP

Dirt Rally – Recensione

Dirt Rally imageban.ru

Memore dei fausti del passato con la serie legata al mitico Colin McRae, Codemasters si riavvicina alla vera essenza del rally riconquistando i fan ormai abbandonati da più di un decennio. L’azienda videoludica britannica, tra un F1 mai veramente eccellente, una serie DIRT pendente per lo più sull’accessibilità arcade e un GRID che nel tentativo di raggiungere molti appassionati non ha mai realmente accontentato nessuno, arriva finalmente a partorire qualcosa di esclusivo e fuori dal coro. Uscito a dicembre su PC, Dirt Rally ha riscosso subito un enorme successo raggiungendo un picco di vendite sullo store Steam a dir poco sorprendente. La versione finale per PS4 ed Xbox One non ha subito fortunatamente alcuna modifica in termini di gameplay riuscendo inoltre a conservare un comparto tecnico e sonoro di prim’ordine.

DIRT RALLY

Modalità e Carriera (8/10)

Menu semplici ed immediati accolgono il giocatore all’avvio del titolo proponendo una carriera lineare e semplificata (forse troppo?). Quello che salta subito all’occhio è l’impossibilità di settare un livello di difficoltà che aumenterà di pari passo con promozioni e successi del nostro alter ego. Inizialmente i crediti ci consentono di acquistare unicamente uno tra i due gioiellini anni 60′ disponibili: Mini Cooper S o Lancia Fulvia. Ad accompagnare gli eventi rallistici vengono in soccorso altre due avvincenti modalità: Rally Cross e Hillclimb sulla pericolosissima e spettacolare salita di Pikes Peak. Quest’ultime due specialità risultano molto ardue da addomesticare e suggeriscono un setting ancora più accurato per poter raggiungere la testa considerata anche una IA che, nel Rally Cross, risulta molto combattiva fin dai primissimi eventi.
Codemasters mette comunque a disposizione del giocatore la possibilità di creare rally singoli e personalizzabili per stage, meteo ed orari proponendo inoltre alla community online sfide giornaliere, settimanali o mensili che garantiscono così una buona longevità al titolo.

Gameplay (9,5/10)

Il vero capolavoro della casa britannica però si manifesta dando gas e ciò appare evidente fin dai primissimi metri. Le sensazioni alla guida sono oneste e veritiere con un bilanciamento delle sospensioni che restituisce un feeling eccellente delle superfici percorse. Il manto stradale non’è mai stato così reale e la differenza tra una tortuosa e rocciosa Grecia, una veloce ma saltellante Finlandia ed una innevata e viscida Svezia sono fenomenali. Disattivando gli aiuti il gioco rimane tutto sommato accessibile (soprattutto con il volante) a livello di tenuta in curva seppur sia ben caratterizzata la guida con vetture di diversa trazione. Entrare in una curva stretta o tornante con una Lancia Stratos a trazione posteriore, ad esempio, comporta un diverso approccio sia alla frenata ma soprattutto in uscita laddove il testacoda è sempre dietro l’angolo e la capacità di parzializzare il gas può garantire una velocità di percorrenza e di uscita dal raggio di curva nettamente migliore. Ciò che però sarà messa costantemente alla prova sarà la vostra concentrazione: le tappe infatti oltrepassano a volte anche i 10 km e non perdonano, mai.
In aggiunta Codemasters ha deciso di eliminare il famoso “flashback” con il quale era possibile riavvolgere i secondi che precedono un errore e ripercorrere lo stesso segmento di stage. Inconsciamente il giocatore si sente in questo modo sempre appeso a un filo e, cronometro alla mano, deve comprendere se gestire un vantaggio accumulato o forzare il limite per aumentare il passo e ricucire dal leader. Un suggerimento: non tentate di vincere ogni rally, godetevi anche un buon piazzamento a podio o a punti perché spesso riportare intatta la vostra vettura al parco assistenza sarà già un mezzo successo…
Per quanto concerne la modalità Rally Cross l’IA, sempre fulminea allo start e aggressiva lungo i giri delle varie manche, da parecchio filo da torcere. Il divertimento è buono ma la modalità in questione risulta lievemente sempliciotta con circuiti più o meno identici. La specialità Hillclimb chiude il trittico garantendo un alto tasso di sfida e velocità portando a giocare in modalità “trial and error”: dapprima infatti è necessaria messa a punta e ripetuti collaudi sui segmenti di Pikes Peak per testare feeling, tracciato e punti di staccata; solo successivamente e dopo aver memorizzato al meglio lo stage è consigliabile avviare la prova.

Grafica (9,5/10)

Graficamente il lavoro fatto è eccellente. Il porting da PC a console è stato ben calibrato e garantisce i 60 fps stabili sia per PS4 che per XBOX One con risoluzione di 1080p per Sony e dinamica, da 900 a 1080p, sulla console Microsoft. Modelli poligonali superlativi delle vetture con giochi di luce, specie in notturna, veramente superbi. Pioggia e neve si depositano divinamente sia sul parabrezza che sul manto stradale completando un quadro impeccabile eccezion fatta per qualche piccola texture non proprio pulitissima. La fluidità generale ovviamente non fa che accrescere e migliorare l’esperienza di guida e rappresenta un plus non da poco rispetto a competitors diretti come WRC5 e Sebastien Loeb Rally Evo inchiodati a 30fps.

Sonoro (9,5/10)

Il comparto audio non vuole essere da meno e arricchisce il tutto con rombi fedeli per ogni singola vettura ed opzioni audio settabili in lungo e in largo. Corposa e modificabile nel ritmo la voce del copilota e delle note dettate. Il titolo si completa con prelibate sottigliezze quali campionature di dischi dei freni roventi ed usurati, guasti meccanici, forature, fondi rovinati e molti altri piccoli dettagli sonori.

Longevità (7,5/10)

Nel complesso la longevità è più che buona con un buon supporto online garantito da eventi a diversa cadenza come sopra descritto. Gli scenari però non sono moltissimi e la soluzione di ribaltare alcuni tracciati percorrendoli a senso inverso appare un palliativo non proprio geniale. Coi probabili DLC futuri il gioco riceverà numerosi contenuti (a pagamento n.d.r.) e dunque ciò potrebbe dare una marcia in più al titolo dei ragazzi di Southam, ma crediamo che dal punto di vista contenutistico forse si poteva fare qualcosa di più fin dal day one.

Voto Finale: 9/10

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