Formula 1 GP

GP Bahrain 2017: La Divina Commedia

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PARADISO

  • Hacker VETTEL: Il ricercato pirata informatico viola per la seconda volta stagionale i sistemi informatici di Stoccarda. Preparati meticolosamente i file maligni durante la qualifica, il 5 rosso prima s’inserisce e poi abbatte colpo su colpo i 2 imponenti firewall tedeschi. Ficcante la tenacia con cui attraversa i nodi del GP dove, nonostante l’intoppo di una safety car quanto mai inopportuna, reagisce al corpo a corpo prima in curva 1 su Hamilton e poi al repentino tracciamento di Bottas alla ripartenza. Al sicuro da altri attacchi porta a termine il download dei file. Violazione effettuata: registri Mercedes catturati!
  • I portabandiera MASSA, GROSJEAN, HULKENBERG: Responsabilizzati forse più di quanto loro stessi potessero immaginare, i 3 alfieri mettono in cascina punti preziosi per le rispettive case madri. L’esperto brasiliano conquista 8 preziosi punti (gli stessi che aveva ottenuto nei primi 2 appuntamenti). Una solidità encomiabile quella del buon vecchio Felipe che si posiziona alle spalle del sestetto Ferrari, Mercedes, Red Bull e approfitta degli inconvenienti di Verstappen per entrare nella top six. Primi punti per il francese della Haas (4) e il tedesco della Renault (2). Già protagonisti a Melbourne e Shanghai di due performance ottime ma mal supportate dalla dea bendata, possono finalmente e meritatamente sorridere.
  • Il lucente SPETTACOLO DI SAKHIR: Sarà il fluorescente gioco di luci. Saranno gli affascinanti riflessi delle indicazioni sul volante durante gli onboard. Sarà il layout dalla carreggiata ampia e dalla conformazione multiforme. Sta di fatto che ogni volta che il circus atterra in Bahrain i gentlemen drivers, anche nelle annate meno imprevedibili, ci regalano sempre prestazioni d’autore e gare pirotecniche. Dio benedica le sinuose dune di Sakhir.

PURGATORIO

  • False speranze RED BULL: Turbolento weekend per la factory ango-austriaca. Dal tramonto del sabato alla nottata domenicale un lento e inesorabile declino prestazionale. Guastafeste durante le qualifiche e molto vicini al podio nelle prime concitate fasi di gara, prima Verstappen e poi Ricciardo devono alzare bandiera bianca. L’olandese è costretto al ritiro per un problemi ai freni durante l’11^tornata. L’australiano sprofonda malinconicamente dopo la safety car, passando dalla 3^ alla 6^ nello spazio di una ventina di chilometri. Rimandati in Russia.
  • “Non siamo soli” MERCEDES: Calcificata la prima fila al termine della qualifica (con annessa prima pole in carriera per Bottas), in gara le frecce d’argento non decollano come in molti si aspettavano. In palese difficoltà durante il corto primo stint su supersoft, Valterri tappa il gruppone mentre Hamilton, infilato allo start da Vettel, è costretto a pensare più alle avance di Verstappen che ad ipotizzare manovre d’attacco verso il #5 della Ferrari. La guerra con il Cavallino è ormai aperta. Non si torna più indietro. Le battaglie da vincere non saranno solo quelle in pista ma, ancor di più, quelle già iniziate a colpi di aggiornamenti tra Maranello e Stoccarda…

INFERNO

  • Odi et Amo ALONSO: La turbolenta avventura in McLaren prosegue tra sbalzi d’umore degni della peggior seduta psicanalitica. I sorrisi tirati e le maschere indossate davanti ad amici e telecamere si trasformano, durante il GP, in team radio che schiumano rabbia non del tutto giustificati. Sia chiaro: Fernando lotta e soffre una condizione prestazionale che nemmeno il peggio rookie nella storia del Motorsport ha mai vissuto prima. Mclaren (e ancor più Honda) ingiustificabili sotto ogni punto di vista. Ma questo non toglie che Nando abbia 37,8 milioni di motivi per silenziarsi ed accettare una condizione prestazionale già chiara da mesi. L’alternativa c’è sempre stata e sempre ci sarà: rinunciare al maxicompenso ango-nipponico e guardarsi, visto il talento e gli sponsor, altrove…
  • STR: SCUDERIA SOFFERENZA TORO ROSSO: Un weekend fuori giri e fuori di testa quello dei torelli di Faenza. Più simili a dei testardi bovini, sbattono la testa contro il muro a più riprese. Sainz, abbandonato dalla sua STR12 a qualche centinaio di metri dalla qualificazione in Q2, tenta frettolosamente di ricucire il margine con i primi 10 ma centra il povero Stroll in curva 1 arrivando ben oltre la velocità e la traiettoria consigliabile. Non va meglio a Kvyat che, partito dall’11^ casella, finisce stancamente una piazza più sotto alle spalle del rientrante Wehrlein. Affidabilità e serenità saran le due priorità.