Formula 1 GP

GP Cina 2017: La Divina Commedia

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PARADISO

  • Il ruggito di HAMILTON: Pole, vittoria e giro veloce. Hat trick dal tempismo perfetto per il Re nero che pareggia i conti dopo il vantaggio italo-tedesco di due settimane fa. Falloso nel primo tentativo del Q3, mette poi insieme un giro pulito che gli vale un’inattaccabile pole. La safety car susseguente al botto di Giovinazzi lo aiuta e non poco. Nel finale duella a distanza con Vettel in modalità “time attack” per poi girare davanti a tutti alla tornata numero 56. Che abbia inizio la grande sfida!
  • Cemento armato VETTEL: Acciuffa per i capelli la prima fila con l’ambizione di bissare il trionfo australiano. Informato dei tempi in miglioramento di Sainz (unico su gomma slick), anticipa intelligentemente il pit stop durante il regime di virtual safety car creando così i presupposti per scavalcare Hamilton alla ripresa della gara. Giovinazzi e la safety car immediatamente successiva salvano Lewis e relegano lo sfortunato 5 rosso in 6^ posizione. Gli errori di Bottas e Verstappen uniti al sorpasso deciso su Raikkonen e quello fantasmagorico su Ricciardo lo rimettono in piedi. In stato di grazia.
  • Quando il gioco si fa duro…VERSTAPPEN!: Messo alle spalle il tribolato e depotenziato sabato, approfitta dell’umidità iniziale per inventarsi un primo giro da urlo. Galvanizzato dalla rimonta iniziale entra in ritmo sbavando unicamente all’arrivo di Vettel quando va al bloccaggio in curva 14. Mantiene i nervi saldi nelle ultime tornate mentre Ricciardo gli rimbalza da uno specchietto all’altro. Podio al gusto intenso di vittoria.
  • Duke of hazard SAINZ: Con un mix di genio e follia, si presenta in griglia calzando la supersoft. Unico tra i 20 allo start a montare gomma slick, fa il gambero nei primi umidi metri ma già al 2° giro inizia ad essere sui tempi degli altri. Le safety car successive gli impediscono di balzare nei primissimi posti ma, nonostante tutto, mantiene un solido passo chiudendo 7° (primo dopo il sestetto Mercedes, Ferrari, Red Bull).

PURGATORIO

  • L’insofferente DUO FINLANDESE: Momento tormentato per i due connazionali. Inaccettabile il testacoda di Bottas in regime di safety car: un regalo coi fiocchi per Vettel che ringrazia e si accoda al compagno. Parlando di Raikkonen e premesso che il richiamo del muretto per l’ultimo pit stop giunge in colpevole ritardo, la sensazione è quella di un Kimi quanto meno appannato. In qualifica non riesce ancora, a differenza dell’anno scorso, a stare sui tempi del compagno. In gara, a detta sua, la sensibilità alla guida non è ottimale: manca fiducia all’anteriore con un pronunciato sottosterzo che mal si addice alla guida notoriamente ficcante di Iceman. Ben venga l’immediata trasferta in Bahrain…
  • Carpe diem GROSJEAN: Seppur sia chiaramente più in fiducia rispetto a Magnussen, non è ancora riuscito a raccogliere quanto di buono seminato. Fermo a zero punti nella classifica mondiale siamo pronti a scommettere che Romain voglia rompere subito il ghiaccio in quel di Sakhir.

INFERNO

  • Strani presagi WILLIAMS: Perso Bottas e mantenuti i cronici problemi telaistici già visti nella scorsa stagione, la factory di Grove poggia sulle spalle del povero Massa tutte le responsabilità di questo avvio di mondiale. In attesa di una primaverile fioritura di Stroll, il passo di Felipe assomiglia più che altro a una “moondance” al retrogusto di gambero. Scattato 6° il brasiliano termina ben 8 posizioni più indietro additando la resa e la temperatura d’esercizio delle mescole come il tallone d’achille della sua FW40.
  • Capolinea GIOVINAZZI?: Come un imbucato alla festa più glamour, Antonio saluta lo sfarzoso terrazzo dell’ultimo piano e, accompagnato dal buttafuori, rischia di dover riconsegnare in portineria l’abito elegante noleggiato appena 14 giorni fa. Che fosse una favola destinata a finire presto già si sapeva (Wehrlein rimane tutelato da Mercedes e Wolf ndr), ma chiudere così potrebbe sbarrargli definitivamente le porte del circus.