Formula 1 GP

GP Australia 2017: La Divina Commedia

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PARADISO

  • Il buongiorno di VETTEL: Alba rossa da urlo quella che sveglia gli assonnati tifosi Ferrari del vecchio continente. Dopo le timide dichiarazione nei test, Seb lascia parlare solo la pista: mostruoso il T3 nell’ultimo tentativo del Q3 quando soffia in extremis la prima fila a Bottas (momento significativo alla luce dell’andamento del GP). In gara fenomenale passo su entrambe le mescole con onboard camera che mostrano una facilità di guida sconosciuta fino a qualche mese fa. Ora però arriva il difficile: saprà la sua “Gina” confermarsi su circuiti più veritieri?
  • Tutti pazzi per GIOVINAZZI: Dalla notte al giorno si trasforma da 3° pilota Ferrari (alias portaborse) a pilota ufficiale Sauber. Dopo un cauto approccio tra le insidie di un circuito a lui sconosciuto, alza pian piano il ritmo sfiorando un’eroica qualificazione in Q2. Rischia il patatrac al via andando al bloccaggio in curva 1 e sfiorando la posteriore sinistra del compagno. Riordinate le idee si prende il lusso di far penare il giovane Stroll (sulla ben più veloce Williams) e chiude 12°. Applausi scroscianti.
  • Il brillante WIDGET FOM: La novità grafica nel monitoraggio dei tempi risulta assai appagante ed ingegnosa. Il cervellone elettronico della FIA regala agli spettatori la possibilità di verificare i microsettori (distanti circa 200 mt l’uno dall’altro) facenti parti di un singolo settore. Una prelibatezza soprattutto nelle qualifiche più serrate. Gran trovata.

PURGATORIO

  • Il pugno di TOTO WOLF: Scene già viste in Mercedes vero, ma solo per guerre intestine e mai per incursioni avversarie. La rabbia di Wolf e i team radio frustati di Hamilton durante il primo stint su ultrasoft trasudano insofferenza e un pizzico di stupore. Detto ciò rimangono i favoriti per la vittoria finale quindi, cari Ferraristi, occhio a non esagerare con il trollaggio…
  • Falsa partenza RED BULL: Probabilmente la più inattesa delusione. Il cambio regolamentare prettamente telaistico aveva illuminato a giorno la fabbrica dei sogni di Milton Keynes. Newey, a furor di popolo, indicato come possibile uomo della svolta all’interno del paddock. Tutto falso. Al momento Red Bull retrocede pesantemente da 2^ a 3^ forza in pista, piombando in una sorta di limbo distante anni luce sia dalle prime 2 della classe che dalla 4^ e ancora sconosciuta forza in gioco.
  • Indecifrabile RAIKKONEN: Nel post gara fa mea culpa per un’imprecisione nella messa a punto della sua SF70H. Fino al Q2 rimane ancorato ai tempi del compagno, ma in Q3 il boost prestazionale di Vettel lo lascia indietro di ben 6 decimi. Evita quantomeno di far rientrare in gioco Verstappen in gara alzando prontamente l’asticella nel finale quando segna anche il giro più veloce del GP.

INFERNO

  • Etichettando STROLL: La dura legge del rookie non risparmia nemmeno il giovanissimo classe 98′: di fronte a un esordiente media e pubblico tendono sempre a dare frettolose conclusioni sulle qualità dell’atleta. In questo caso l’etichetta che si sta incollando addosso Lance è tutto fuorché meritoria. Già impreciso durante i test, picchia anche nelle ultime libere e annaspa in gara con una vettura quantomeno da top ten. Il talento in parte c’è ma senza una svolta repentina la classificazione di pochi potrebbe diventare l’omologazione di molti…
  • zero x zero HAAS: Occasione persa per il team a stelle e strisce. Grosjean, stratosferico in qualifica, è in gara il primo dei ritirati a causa di un problema tecnico alla power unit Ferrari. Molto più in difficoltà Magnussen protagonista anche di un contatto con Ericsson durante le prime fasi di gara. Nonostante tutto c’è grande ottimismo per il futuro visto il grado di competitività della monoposto.
  • L’incessante Honda anomala MCLAREN: Storicamente, quando i giapponesi entrano in campo con un progetto, non lo fanno con l’idea di “partecipare”. Eppure la sensazione è proprio quella… Alonso non sa più a che santi rivolgersi e fin dalla conferenza stampa di giovedì lancia segnali e frecciatine parlando di beneficenza e invocando ironicamente un’unica motorizzazione collettiva. In gara, dopo il doppio sorpasso subito da Ocon e Hulkenberg nello spazio di 200 metri, si temono turpiloqui via radio. Ipotizzo? Se Mclaren dovesse confermare la partnership con Honda fino al 26 novembre, non mi stupirei di un addio prematuro di Fernando…